Storia recente

Per non dimenticare il rischio recente. Le news di qualche tempo fa da Napoli impongono delle riflessioni in un comune agricolo come Veggiano.

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

OTTAVA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 135

NO ALL’APERTURA DI UNA CAVA D’ARGILLA A VEGGIANO

presentata il 23 febbraio 2006 dal Consigliere Gallo

Premesso che è stato presentato alla Regione Veneto e al Comune di Veggiano un progetto per l’apertura di una cava d’argilla che dovrebbe occupare un’area di circa 58.000 metri quadrati, compresa tra via San Gaetano e lo scolo Fratta nella frazione di Santa Maria di Veggiano, a poche centinaia di metri da Villa Tommasini, bene storico-architettonico attorno al quale si raccolgono gli edifici rustici del borgo di Santa Maria.

Dal punto di vista idrogeologico le controindicazioni all’apertura della cava sono almeno due:

– l’argilla risulta essere presente in meno della metà della superficie interessata, distribuita in maniera non uniforme e a una profondità che varia da un minimo di 50 centimetri a un massimo di 150 centimetri;

– nella zona esiste una falda freatica, a meno di un metro di profondità nei periodi più abbondanti di acqua, e a 2 metri e mezzo di profondità nei periodi di maggiore siccità.

Inoltre, nel progetto non risulta affrontato il problema dello smaltimento dell’acqua piovana che dovesse riempire l’area scavata.

Preoccupa anche l’impatto che l’attività connessa alla cava avrebbe sulla viabilità locale. Nel progetto non risulta neppure individuato l’accesso dalla strada principale alla zona di scavo.

Considerato che numerosi cittadini di Veggiano, preoccupati dal progetto di apertura della cava, dall’impatto sull’ambiente e dall’ipotesi di successivo utilizzo come discarica di rifiuti, hanno costituito un comitato raccogliendo centinaia di firme in una petizione che si oppone all’apertura della cava.

Il Consiglio comunale di Veggiano, nella seduta del 21 febbraio 2006, ha espresso parere contrario all’apertura della cava. Alla deliberazione si sono aggiunte quindici osservazioni presentate da cittadini.

Le sezioni locali della Confederazione Italiana Agricoltori e della Federazione Coltivatori Diretti hanno espresso la loro contrarietà anche in considerazione dei problemi che l’alterazione delle falde potrebbero portare a un territorio di grande vitalità per il settore agricolo.

In assenza del Piano regionale per l’attività di cava, ogni autorizzazione di apertura di una nuova cava avviene al di fuori di una logica programmatoria.

Il sottoscritto Consigliere regionale

interroga la Giunta regionale

per sapere se intenda negare l’autorizzazione all’apertura di una cava per l’escavazione dell’argilla nel Comune di Veggiano.

http://www.consiglioveneto.it/crvportal/rtf/attisp/IRI/Anno_2006/IRI_0135/testo_presentato.rtf

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